29/05/2022

5 modi per farti venire il mal di testa in ufficio.


Dialogo tra Manager (M) e Color Consultant Designer (CCD) nell’era del back to office.


M - Oggi in ufficio ne ho viste di tutti i colori!


CCD - Ma dato che i colori non esistono, come hai fatto a “vederli”?


M - Spero sia una battuta ironica la tua


CCD - Sì e no! Sarò più preciso: il colore è una proprietà psicologica dell’esperienza visiva che abbiamo quando guardiamo gli oggetti o la luce, non una proprietà fisica di tali oggetti o di tale luce. Quindi, con quali strumenti hai visto questi colori e da quale punto di vista?


M - Ho gli stessi strumenti che usi tu: gli occhi e gli occhiali, e per quanto riguarda il punto di vista … beh è alquanto soggettivo, … o la tua domanda sostiene una qualche tesi? So che dal mio punto di vista la mia giornata lavorativa è stata stressante, ore davanti al PC a preparare preventivi e rispondere alle email, non ti dico che mal di testa che ho…  colleghi poi perennemente irritati e a volte scontrosi, due si sono scontrati in corridoio con il caffe bollente in mano ed un altro è inciampato su una pedana in sala riunioni.


CCD - Parecchia confusione.


M - Sì parecchia, è per quello che ho usato la metafora dei colori. Ma resta solo una metafora, i colori non centrano, è solo un modo di dire.


CCD - Non ne sarei così sicuro. Incominciamo con il tuo mal di testa: descrivimi la postazione dove lavori: hai un tavolo, una sedia, un Pc … dove sono posti? Di che colore sono? Cosa vedi attorno?


M - Sedia ergonomica in pelle nera e una scrivania di design in vetro nero lucido. In vetro nero lucido sono anche le antine della libreria. L’ufficio è un openspace molto soleggiato con vetri divisori. Davanti a me ho il mio MacBook, due poltroncine slim Cassina rigorosamente nere per i colloqui e un muro divisorio con una boiserie in legno scuro antiacustico su parete bianca. Il pavimento rigorosamente bianco in piastrelle di grande formato.


CCD- OK! La situazione è alquanto complessa.


M - L’architetto che ha disegnato gli interni ha cercato di semplificare il più possibile in chiave moderna con uno stile less is more.


CCD - Sì certo ho capito, ma non ha raggiunto l’obbiettivo! Quello dell’equilibrio e del benessere psico-fisiologico dell’ambiente.


M - Ma dove avrebbe sbagliato? Gli arredi e i materiali sono tutti di design e sono costati una cifra.


CCD - Ci credo che sono costati, ma ti elenco almeno 5 problemi che ho rilevato:

    1.    Ipostimolazione 

    2.    Pavimento bianco

    3.    Superfici lucide

    4.    Scrivania nera

    5.    Boiserie in contrasto

Con l’ipostimolazione si intende una mancanza di cromie, nero e bianco prevalenti non sono tinte cromatiche, manca un equilibrio tra colori caldi e freddi, mancano gli stimoli adatti ad un ufficio. Ci siamo evoluti per milioni di anni in un ambiente in cui bianco e nero non sono mai stati colori prevalenti. Il colore percepito è informazione che è veicolata attraverso la luce. Nel cervello c’è il nostro sistema operativo/percettivo che comanda tutte le periferiche. Perché tutto accada in maniera ottimale, occorre che l’informazione, e cioè il colore, sia ottimale.


M - Ma comunque è stato un trend per anni nella moda e nell’architettura.


CCD - Se la scelta del nero era un messaggio di potere, eleganza e raffinatezza come si nota in molti brand del lusso, negli uffici il nero che prevale non è un colore adatto al raggiungimento del clima di benessere e di performance collettiva.


M - comunque il cliente, cioè il nostro AD, era molto soddisfatto e ha scelto lui stesso assieme al progettista lo stile interior.


CCD - Come Color Designer evitiamo questa trappola: accontentare il cliente nelle sue scelte cromatiche è il passaggio verso il caos. Ma riprendiamo il punto 2: il pavimento bianco è destabilizzante per la nostra mente, è abbagliante se arriva una fonte diretta di luce solare e forse è il motivo dello scontro tra i due colleghi con il caffè e dell’inciampo sulla pedana da parte di un altro.


M - Caspita, forse hai proprio ragione, è capitato anche a me.


CCD - Il punto 3 sono le superfici lucide: indipendentemente dal colore abbagliano più di una superficie opaca e sembrano più scivolose, quindi distraggono.


Anche la boiserie scura che contrasta di netto con la parete bianca (punto 5) è una forte distrazione nella visione periferica quando lavori con il tuo Mac.


M - Quindi anche la mia scrivania in vetro nero temperato, il punto 4, che contrasta con i miei documenti su carta bianca è poco indicata.


CCD - Esatto, tutte queste distrazioni percettive alla fine affaticano inconsapevolmente il lavoro del nostro cervello, ecco forse uno dei motivi principali del tuo mal di testa a fine giornata lavorativa. 

Questi fattori molto spesso non vengono considerati nella progettazione degli spazi di lavoro, Il colore è la prima cosa che percepiamo, ma troppo spesso è l'ultima cosa che viene pensata nel processo di progettazione. Ci si preoccupa di più dei sistemi organizzativi: su come funzionano le persone e come si relazionano tra loro. Spesso il colore è un ripensamento o usato come semplice decorazione. Quindi, se le persone vogliono sentirsi bene, al sicuro, soddisfatte e creative devono anche percepire uno spazio cromaticamente equilibrato in base al tipo di attività che svolgono. In questi casi la progettazione cromatica non è mai soggettiva o arbitraria. È un flusso cromatico organizzato, un #colorflow .

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